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lunedì 5 dicembre 2016

{DIARIO} Primo gradino




Arriva, prima o dopo,
quel momento in cui realizzi 
che le cose non vanno come le avevi programmate. 
Che la vita ha deciso che sul tuo cammino 
succeda qualcosa di non scritto, inaspettato. 
Ti prende e ti travolge, ti lascia a terra. 
Ti scuoti la polvere di dosso, 
ti risistemi l'abito e ti rialzi. 
Poi di nuovo ti travolge. 
E ti rialzi. 
E poi ancora. 
E ancora.

E stavolta non riesci a prendere quello slancio 
per rimetterti in piedi con la stessa facilità 
con cui lo avevi fatto le volte precedenti. 
Stai seduta per un po' a guardare l'orizzonte, 
scrutando l'aria in cerca di una qualsiasi cosa, 
un segno a cui "aggrapparti", 
che ti dia quella spinta che ti ha fatto alzare 
di getto le volte precedenti. 
Non la vedi. 
Eppure tutti ti dicono che è proprio lì davanti a te, 
ma tu non la vedi. 
Ti sforzi davvero, ma sei cieca. 
Sei stanca. 

"Un attimo... fammi stare seduta qui ancora qualche istante..."
Guardi il vuoto, fissa. 
Non vedi niente, per quanto provi a farlo. 
Senti una mano che ti accarezza, il suo calore, il suo amore. 
Ma vuoi stare ancora seduta, sì, ancora un po'... 
"Voglio provare ancora un po' a vedere... è lì, 
lo sento... voglio solo vederlo per un attimo!"
L'aria gelida intorno diventa sempre più calda. 
Eccolo quel piccolo raggio di sole! 
Il suo tepore ti rilassa i muscoli tesi, 
dopo il tanto stare seduta. 
Ti sgranchisci le gambe, 
respiri profondamente e alzi la testa. 
La rugiada che ancora vola nell'aria ti bagna il viso rinfrescandolo. 
Respiri profondamente. 
È il momento di alzarsi.

Ti rimetti a posto il vestito, 
ti dai una scrollata, come avevi fatto le altre volte. 
Quella mano è ancora lì che ti accarezza dolcemente. 
Ha aspettato in silenzio, semplicemente accarezzandoti. 
Ora prende la tua con una stretta sicura e ti aiuta ad alzarti, 
ti indica l'orizzonte e ti sussurra di guardare l'obbiettivo 
e non la strada che si deve percorrere, 
per quanto acciaccata sia. 
"...io non vado da nessuna parte, sarò sarò sempre accanto a te
ti dice alla fine. 

Tu hai paura, tanta. 
Ma continui a ripeterti che una volta arrivati 
tutto questo sarà solo un ricordo lontano, 
che la felicità è lì che vi aspetta 
e bisogna solo trovare il coraggio di fare il primo passo.





Il mio Natale arriva oggi, con una telefonata.
Non ho riconosciuto il numero, ne la voce al di là.
Ormai non mi aspettavo più quella chiamata.
Ci dovevano convocare a novembre, ma niente.
Ormai ci eravamo rassegnati a iniziare con il nuovo anno,
e invece:
"venga che cominciamo".

È solo l'inizio, lo so, 
ma dopo la scalata emotiva degli ultimi mesi
con i dubbi, le paure, e la difficile decisone di continuare,
perche non si può vivere nel rimpianto,
perché insieme si supera tutto,
perché è giusto che sia così...
oggi per me è gioia.

E' la mia piccola conquista.
Ora so cosa devo fare.
So di dover essere forte e positiva.
So di avere accanto la mia roccia,
e la famiglia, e gli Amici, 
e tutti coloro che ci hanno scritto,
o che hanno avuto un pensiero per noi,
e che tifano per noi!
Oggi so di aver fatto il mio primo gradino verso la felicità.



Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questa frase, 
e me la ero appuntata. 
Oggi più che mai mi sembra azzeccata, me la ripeto come un mantra.

"Può essere un percorso arduo, atroce ed estenuante. 
Ma può aprire la porta ad una nuova vita
(da HuffPost Italia)

martedì 8 novembre 2016

Ci vediamo al Mondo Creativo!



Che bello, sono così felice di dirvi che quest'anno parteciperò
per la prima volta a Il Mondo creativo dal 25 al 27 novembre a Bologna!
Non sono mai riuscita ad andarci, e non vedo l'ora di essere lì per curiosare tra gli stand di tutte le creative che saranno presenti.
Sarà un bel modo di prendere ispirazioni, salutare nuove e vecchie amiche, e ovviamente fare qualche acquisto in vista del Natale ;)
Ho già intravisto qualcosa tra i vari profili social delle partecipanti e credo che arriverò piena di aspettative.
  
In più per me sarà anche un'occasione per potervi mostrarvi il mio lavoro di wedding planner, e per riabbracciare e  finalmente conoscere molte di voi,
che sono sicura affolleranno questa fiera!

Mi troverete nell'area wedding dove allestirò un "piccolo matrimonio" e dove potrete trovare i miei mappamondi 
(non voglio svelarvi di più per non sciuparvi la sorpresa,
ma vi dico solo man mano che ci avviciniamo alla data mettere qualche foto/indizio su instagram eheheh).




In più c'è anche la possibilità di fare un corso insieme
dove impareremo le basi della calligrafia e della decorazione ad acquerello per poter realizzare biglietti d'auguri unici.

Il programma dei corsi è già online
e trovate la spiegazione di quello che faremo e tutte le info.
Per iscriversi basta cliccare qui sotto sulla data che preferite e il link vi riporterà direttamente alla pagina, in cui basta solo registrarsi sul sito.
Facile no?

Corso del 25 novembre dalle ore 15 alle 16
Corso del 26 novembre dalle ore 16.15 alle 17.15
Corso del 27 novembre dalle ore  11.15 alle 12.15



Qui sotto vi lascio anche il biglietto da scaricare e stampare
per poter avere 2€ di sconto sul biglietto d'ingresso. 
Allora vi aspetto a braccia aperte a il Mondo Creativo!


venerdì 14 ottobre 2016

{DIARIO} 11 ottobre




31 Esami del sangue a testa 
mammografia 
pap test 
7 tamponi 
ecografie varie 
stereogramma
urinocultura
consulenza genetica 
tutto in 4 diversi ospedali.


Il quaderno floreale piano piano si riempie. 
Un fascicolo che diventa sempre più grande e pesante, 
di fogli e di pensieri... 
Racconta di noi, ma solo degli aspetti medici. 
Tra i valori vediamo solo numeri, 
tra i referti leggiamo solo paroloni. 


Vorrei aggiungere delle pagine in cui raccontare di noi
di quanto aspettiamo, e degli alti e dei bassi, 
di quando "questo è il mese giusto!", 
e dopo aver vissuto giorni in un sogno, 
che in realtà nascondeva solo crudeli false speranze, 
ritorni inesorabile alla realtà... 

Di quanto "non è giusto! Perché per gli altri è così facile?"... 
Di quando a un mercatino ho trovato una vecchia altalena 
e non ho resistito e l'ho portata a casa 
e Valerio l'ha risistemata e appesa.
Ora è lì che dondola vuota, in attesa... 

Di quando troviamo un negozio per bambini 
e avremmo voglia di comprare quelle minuscole scarpine... 
Vorrei scrivere una pagina pensando che serva a convincere il destino 
che noi siamo pronti!


 ~ • ~


Gli ultimi mesi sono stati un'altalena 
e oggi abbiamo la prima visita al centro di Infertilità. 
Non sappiamo ancora cosa aspettarci, cosa ci diranno, 
chi ci visiterà.
Non sappiamo nulla 
e io mi sento terribilmente confusa. 
Abbiamo solo in mano due fogli rossi con scritto visita
Ginecologica per me e andrologica per Valerio.
In basso spicca "ACCERTAMENTI PER PROCREAZIONE ASSISTITA"
vedo solo quello, come se non ci fosse scritto altro,
come dovesse ricordarmi perché siamo qui.

In teoria ci dovrebbe essere la Professoressa C. 
che ci ha seguito fino ad oggi, 
o altrimenti una sua collaboratrice che è già a conoscenza 
del nostro quadro clinico. 
Nella scorsa visita forse la Prof. C. 
ci ha spiegato come sarebbe stato, 
ma eravamo così presi dai pensieri e impreparati alla notizia 
che solo quando siamo usciti ci siamo resi conto 
di esserci fatti sopraffare dalle emozioni, 
tralasciando tutte le domande che ancora ci facciamo.
Oggi no, non voglio che si ripeta! 
Voglio chiedere tutto, voglio sapere tutto
Ho bisogno di sapere per filo e per segno cosa dobbiamo fare, 
a che punto siamo e capire bene quale percorso ci aspetta. 
Voglio tornare a casa senza alcun dubbio è con la mente sgombra da cattivi pensieri.


~ • ~

Ho aspettato per mesi che arrivasse questo giorno, 
eppure oggi non vorrei doverlo affrontare. 
Sento che nella mia testa non è cambiato nulla, 
ho i soliti dubbi che non sono riuscita a sciogliere, 
le stesse paure, gli stessi pensieri 
che avevo a giugno quando ho alzato il telefono 
per prendere questo appuntamento.

La sveglia è suonata presto. 
Alle 6 la casa è fredda e buia, 
fuori pioviggina e la voglia di rimanere a letto è tanta, 
perché temo di sapere cosa ci aspetta. 
So di non essere tranquilla come speravo. 
È ancora un tumulto e ho paura che dopo sarà ancora più un vortice.

Ora mentre siamo qui nella sala d'aspetto dell'ospedale, 
mentre compilo il questionario su 
come descrivere i miei "sentimenti legati all'infertilità" 
(e, caro ospedale, forse questo non è il momento più adatto per chiederti di rispondere a questo tipo di domande...), 
con la sua mano nella mia mi sento così tanto fragile 
da voler scappare. 
Voglio andare via! 
Ci sono così tante altre coppie qui. 
C'è chi si tiene per mano, 
chi chiacchiera a voce bassa 
e chi come noi è intenta a finire di compilare i moduli 
prima di essere chiamati. 
Mi sembra di guardare tutto dall'esterno. 
Vedo loro e vedo noi. 
Mi chiedo se abbiano gli stessi nostri pensieri, 
se lei è forte come sembra, 
o se come me ha anche questi momenti di sconforto. 
Anche loro si sentiranno soli in mezzo a tutti gli altri?

La visita di per se è più un colloquio. 
Ci sono una ginecologa, un'andrologo 
e due ragazzi che non ci sono stati presentati, 
ma che credo siano due specializzandi.
Riguardano tutte le analisi che abbiamo fatto nei mesi passati 
e le cartelle ospedaliere di entrambi. 
Ci riempiono di domande in simultanea, 
io rispondo e intanto a Valerio ne fanno altre. 
Non sento cosa gli chiedono perché continuano a parlare anche con me. 
Non capisco cosa gli dicono, non capisco cosa mi dicono.
Cercano di spiegarci la procedura, 
quello che da oggi dovremmo fare, 
gli esami da integrare. 
Ci parlano della ICSI, della stimolazione, 
dell'intervento per asportazione degli ovociti e del transfer.
Ci parlano del 25% di successo. 
Quel numero che per qualche motivo per loro è così positivo, 
per me è così spaventosamente basso...
Ci richiameranno presto per metterci in lista e cominciare. 
Parlano di novembre.
Ci fanno firmare una serie di fogli e io mi sento in una bolla. 
Torniamo a casa con una nuova cartella 
da aggiungere al quaderno floreale: 
"Procreazione Medicalmente Assistita"
Quelle parole sono macigni.

Mi rifugio tra le mie lacrime, ho bisogno di sfogarmi. 
Vorrei stare lì sdraiata sotto il suo caldo abbraccio, 
fermi, senza parlare, senza dover fare nulla, 
senza che il tempo passi, 
senza che i pensieri si insinuino nella mia mente... All'infinito.
Ho paura.
Ho paura di non essere abbastanza forte da affrontare questo percorso.
Ho paura che la mia debolezza distrugga in nostro noi.
Ho paura che la tutta la forza che gli altri vedano in me 
sia solo una facciata, 
che non vedano che sto camminando su un filo sottilissimo 
in equilibrio precario.
Mi sembra di andare troppo veloce rispetto alla mia accettazione.
Eppure sono passati mesi!
Credo di non essere ancora riuscita a vedere tutto questo 
come un'opportunità, ma solo come una sconfitta. 
Una cosa così innaturale.
Le domande mi logorano e le risposte non arrivano.
Sono disposta a rinunciare senza provare? 
Sono convinta che non avrò rimpianti?
Sono pronta ad essere presa per mano e fare il primo passo, 
sapendo cosa ci aspetta, cosa dovremmo affrontare?
Il percorso emotivo mi turba più di quello fisico.

Mi sento a un bivio: o così o niente!
Eppure devo prendere una decisione. 
È facile: è solo si o no. 

Eppure per me ora è così difficile.